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gio 25 dicembre 08
Auguri
A chiunque passi di qui, un caro augurio di buon Natale, di una riposante fine d'anno e di un sereno inizio!
gio 18 dicembre 08
Pant pant
Ok, finito. No, non la scuola, non ancora, ma il lungo periodo che mi ha lasciato ko fisicamente e mentalmente. Oggi ho fatto l'ultimo scrutinio del trimestre ed è un vero sollievo dopo il correre dietro ai minuti per fare tutto, in particolare per gestire tutta quella carta, da quella delle tante verifiche a quella delle scartoffie pre- e post-scrutinio. Ieri, ciliegina sulla torta (che mi sono andata a cercare eh!), decisami ad andare a Milano nel pomeriggio per fare due commissioni, ci ho messo "solo" due ore e 5 ad arrivare... il treno si è rotto a Portichetto ed è arrivato con oltre un'ora di ritardo; alla sera ero così stanca che alle 10 dormivo.
Tra le buone notizie anche il fatto che da due giorni ho finalmente un'adsl tutta mia. Ho dovuto chiudere la vecchia linea e chiederne una nuova, con nuovo numero, ma questo ha comunque dei lati positivi: quelli a cui lo darò saranno ben selezionati! Ed è anche uscito un po' di sole (anche se la notizia dell'adsl poteva far pensare ad un'altra nevicata imminente). E via. Stasera ancora a letto presto però!
lun 15 dicembre 08
La scuola che vorrei
La scuola che vorrei è una dove le discipline non hanno dei confini così netti come quelli che sono stati tracciati dai programmi e che molti docenti scavano ogni giorno sempre più profondi. Lo so che nessuno può essere tuttologo (pur avendone l'ambizione) - i Leonardo da Vinci non esistono più. So anche che per ciascuna disciplina non basta il tempo di una vita per approfondire tutto ciò che di essa si può imparare.
Ma che bello sarebbe lo stesso se ognuno di noi facesse uno sforzo per capire come agganciarsi a qualcun altro in alcuni momenti del suo insegnare.
In questi mesi in cui ho imparato pochissimi rudimenti di chimica mi sembra di aver colto come riflettere su una lingua possa aiutare ad apprendere la chimica e la chimica ad apprendere una lingua. Sto leggendo il Teorema del Pappagallo e, pur avendone letto meno di un quarto, mi sembra di capire che l'idea è quella di togliere la matematica dall'astrazione che tanti odiano per calarla nella sua prima funzione, quella di spiegare la realtà.
Il fine più importante di ciascuna disciplina scolastica non dovrebbe essere quello di provare a far capire il mondo agli alunni mentre cerchiamo noi stessi di venirne a capo? Certo, mille sono le sfaccettature e i punti di vista da cui si può guardare, e ognuno trova il suo punto di osservazione privilegiato, ma se ogni tanto, non dico sempre, provassimo a fare un passetto più in là?
Sempre più presto
In un mondo - o meglio, in una parte di mondo - in cui tutti hanno fretta, in cui i limiti di velocità stanno stretti e sembra sempre che manchi la terra sotto i piedi ... anche i supermercati si adeguano.
Oggi ero al Bennet e tra una strenna natalizia e l'altra ... erano già esposti gli articoli di carnevale!
Se andiamo avanti di questo passo, il prossimo dicembre ci saranno le cose di Natale, sì, ma quelle dell'anno successivo!
dom 07 dicembre 08
ITunes U
Per il mio ultimo compleanno (ormai più lontano del prossimo) ho ricevuto da V il regalo più bello di sempre, un Ipod touch. Che fosse un aggeggino speciale già si era capito, ma dopo 9 mesi ormai mi posso dire addicted. In particolare ci sto scaricano una marea di video lunghi e corti sulle scienze - chimica, evoluzione, algebra.... - il fatto è che più trovo più vorrei trovare e guardare. E' come moltiplicare le possibilità di capire ma ho un timore... mi renderà più schizofrenica e frammentaria nelle conoscenze? Ma intanto io scarico..
gio 04 dicembre 08
Grazie ai buoni vicini
Devo dire che una delle fortune impagabili dell'essere venuta in questa casa 5 anni fa è che ho dei vicini adorabili, davvero! E non è da tutti.
Visto che ormai l'unica soluzione al problema adsl pare quella di dover cambiare linea telefonica, annullando quella che che non si riesce a far liberare da Vodafone, con la prospettiva di rimanere qualche giorno magari anche senza telefono (e quindi senza nemmeno dial-up), mi sono fatta coraggio e ho chiesto ai miei vicini la password per potermi collegare al loro wi-fi fino alla risoluzione. E me l'hanno data senza problemi.
E' davvero una bella sensazione quella che si prova quando le persone sono gentili, specie quando il favore è così grande.
E navighiamo allora! :-)
lun 01 dicembre 08
December already
E' già dicembre, un mese di silenzio quasi, dovuto anche ancora alla mancanza di adsl, che mi rallenta nelle operazioni su Internet. Ormai sono quasi tre mesi che sono senza e, nonostante le rassicurazioni ricevute qualche settimana or sono anche dal mio amico (sul fatto per esempio che la mia pratica sia in mano ad una task-force...), non ho più nemmeno tante speranze; qualunque promessa mi sia stata fatta è stata disattesa e le uniche affermazioni realistiche sono state quelle di chi mi ha detto di aspettare (le calende greche). Ho avuto notizia di persone che, in situazione molto simile, hanno atteso 8, 9 mesi, pensate che ottimismo posso avere...
Per il resto sono di umore strano, sospesa tra gioie profonde e ansie più o meno determinate.
Tra le gioie ci sono stati sia il compleanno di V - bello e pieno di emozioni (come del resto è sempre il vedersi)- ma anche il fatto di avere trovato una vera valanga di ex-alunni su Facebook. E' iniziata con pochi vecchi, ma ora siamo sulla sessantina, con molti gruppi classe più o meno "antichi" di cui non avevo notizia da tempo; sarà da gasona, ma il fatto che molti mi scrivano parole non solo di grande affetto ma anche di ringraziamento e complimento mi inorgoglisce davvero. Del resto nel nostro lavoro è così difficile percepire una soddisfazione immediata ed è così facile cadere nello sconforto dopo, per esempio, la correzione di diversi pacchi di verifiche...
Le ansie sono invece dovute sia a qualche preoccupazione personale che a qualcuna più globale... Quelle personali sono legate soprattutto alla voglia e alle idee di fare una marea di cose contro la consapevolezza che non tutto è possibile e che, soprattutto, io sono PIGRA e portata più all'entusiasmo che alla sistematicità!
Quanto a quelle globali, beh... sembrerà banale ma a volte mi pare di vivere all'inizio di un film catastrofico - allagamenti, trombe d'aria, incidenti, attentati, crisi economica, inquinamento, malattie. So di essere fortunata a stare come sto e da una parte mi intristisce ciò che capita a molti altri, dall'altra mi viene paura di trovarmi coinvolta anch'io in qualcosa di brutto.
Tra poco sarà il quarto compleanno del blog e tempo di bilanci di fine anno. Speriamo di avere almeno l'adsl per poterli fare in tutta tranquillità! :-)
dom 09 novembre 08
I wish I'd written that
Sulla Provincia di ieri Mario Schiani ha scritto qualcosa che condivido molto e che mi pare lucido, equilibrato, vero e nel contempo tragico. Quando gli ho fatto i complimenti via sms mi ha risposto dicendo che spera di non dovere più scrivere nulla di simile, anche se, ahimè, ho l'impressione che non sarà facile che sia così.
Riporto qui
"C'è poco da ridere con le battute della politica
Davvero non so in base a quali titoli di merito venga chiamato a dar lezioni di ironia. La portata del compito, francamente, mi spaventa. D'altra parte, in questa sede, bisognerà parlare soprattutto di ciò che ironia non è, e su questo punto mi sento preparato.
So con certezza, per esempio, che non è ironia definire il neoeletto presidente degli Stati Uniti «giovane, bello e abbronzato». Si tratta al contrario di una battuta di tipo piuttosto comune, classificata dai tecnici con il termine "fesseria". Ma come spiegare ai tanti difensori di Silvio Berlusconi e, in fondo, a Berlusconi stesso, che la sua uscita rientra appunto nell'esecrato novero? Ci proverò con la tecnica del contrasto.
Prendiamo uno che di ironia se ne intendeva, Winston Churchill. Quando Lady Nancy Astor - nobildonna anch'essa di spirito guizzante - lo interpellò con un «Se fossi tua moglie, caro Winston, metterei del veleno nel tuo tè», lo statista inglese replicò: «Se fossi tuo marito, cara Nancy, lo berrei!»
Ecco, questa è ironia. Lo è perché, in un solo tratto umoristico, la battuta mette a nudo il carattere bilioso di Nancy Astor, disinnesca la sua scomposta aggressività e impietosamente rivela un tratto, per così dire, zitellesco della sua personalità. L'ironia, insomma, arriva al fondo di tutto e tutto illumina, con la sua luce penetrante, da un inaspettato punto di vista. Definire Barack Obama «abbronzato», al contrario, non illumina proprio nulla.
Intendiamoci, anche di fronte a un'elezione per molti versi storica e al clamore che la scelta degli americani ha sollevato nel mondo, nulla vieta di scherzare e far battute. Anzi. Ma l'uscita di Berlusconi manca di spessore: non rivela nulla di inedito, non suggerisce nessuna verità più profonda, non scuote alcun conformismo. Se dice qualcosa, la dice di Berlusconi, non di Obama. Dice di uno spirito piccino, provinciale e soprattutto miope. Dice del limite intellettuale di chi davanti a un evento grande e complesso - storico, appunto - vede solo la superficie delle cose: «Oh guarda, sembra abbronzato!» Tutto qui. In quinta elementare si sente di meglio.
Si è difeso, il premier, dando dell'«imbecille» a chi non ha riso, pensando forse a quante volte lo hanno attaccato per il suo aspetto fisico. Certo, presidente: anche quelle sono battute scadenti. Ma c'è solo una cosa peggiore dello sfottere una persona per la sua altezza o per il suo peso, ed è sfotterlo per la sua razza.
Di ironia, poi, non se n'è vista nella successiva, inevitabile polemica. Non nella difesa d'ufficio imbastita dall'entourage del premier (e qui sta un problema che in parte assolve Berlusconi: come capire cosa e divertente e cosa no quando tutti, intorno a te, ridono per manifesta piaggeria?) e neppure nella terrea reazione della sinistra - quella sinistra che deride Brunetta per la sua statura e che pertanto non ha poi molti titoli per far la morale - la quale subito ha messo la bandiera a mezz'asta, evocato scenari apocalittici e indotto in molti italiani uno sproporzionato sentimento di vergogna. Calma: l'infelice uscita di Silvio verrà presto archiviata e Obama, minacciato ieri da Al Qaeda, temiamo abbia altro a cui pensare.
A pensarci su bastiamo noi, sgomenti di fronte alla dimostrazione che l'ironia, in questo Paese, davvero non ha più cittadinanza. Potrà sembrare poca cosa: ben altre - si dirà - sono le mancanze italiane. Ma, pur senza voler arrivare a barattare le speranze di ripresa economica con una battuta ben riuscita, non ci sembra da trascurare l'impoverimento culturale denunciato dall'episodio. Siamo sudditi, prigionieri direi, di una classe politica che limita il suo orizzonte alla quotidiana baruffa ed è incapace di spirito, di intelligenza, di quell'apertura mentale necessaria per fare una battuta, giudicarne i limiti e valutarne le conseguenze. Una classe politica, insomma, incapace di idee. E anche questo non fa ridere."
ven 07 novembre 08
Ogni giorno s'impara
Io non so se sono una bella persona o no, cerco di essere migliore che posso ma ogni tanto mi scappa di essere assai peggiore di quello che vorrei. Ma non è questo il punto.
Anche in scambi concitati come quelli tra me e la ragazza che mi ha scritto l'altro giorno si può imparare. Nel mio caso ho imparato a stare più attenta a quello che scrivo (e questo l'ho già detto); ho imparato che bisogna andarci cauti anche quando ci si fa prendere dalla rabbia e magari si scrive giù di getto una cosa che fa (momentaneamente) del male ad un'altra persona - è capitato di farlo anche a me in passato; ho imparato che se però scappa lo stesso di farlo, scusarsi è la prima cosa - e il fatto che io l'abbia fatto per il post e lei lo abbia fatto per l'email ci mette sullo stesso piano e a me la fa essere pure simpatica (tra umani ci si capisce, eh!); ho imparato anche che, anche se io e lei non siamo magari perfette, siamo senz'altro migliori di S.B. (non scriverò il nome ma inizia per sil.. e finisce per ..sconi), che le stron*ate le dice e non si sogna nemmeno di scusarsene.
gio 06 novembre 08
E aveva ragione
Ok, ho ricevuto una spiegazione del perché del messaggio di ieri, e trovo che sia giusto che ne riporti le ragioni qui.
E' stato un "pagamento con stessa moneta" (così lo ha definito lei) di un post scritto tre anni fa su un concerto che non mi era piaciuto per nulla di un gruppo che fa danze, e che avevo commentato in maniera, adesso lo capisco, davvero odiosa.
Sono stata stupida, soprattutto perché ne ho fatto il nome. Non ne avevo il diritto anche se quelle cose le ho pensate. Sto molto più male adesso di quando ho ricevuto l'e-mail ieri.
La parte di post in questione lo cancello, perché non sia più motivo di offesa, non per togliere una "colpa" che so di avere. Mi dispiace.
Vorrei solo aggiungere che se mi fosse stata fatta notare questa cosa con un commento al post o anche via email ma esplicitamente, ci sarei rimasta ugualmente male ma avrei capito meglio. La mia è stata una leggerezza che non mi pare trovi altri esempi in questo blog. Non credo di avere il diritto di scrivere male di nessuno facendone nomi e cognomi, e ci sto attenta di solito (tranne che col signore di Vodafone...), ma se faccio qualche stupidata vorrei essere rimproverata per quella e non per caratteristiche immaginate da chi non mi conosce.
Ribadisco comunque che mi dispiace, ci starò doppiamente attenta.
mer 05 novembre 08
Guardare, ascoltare, leggere, pensare, immaginare, scrivere...
Da quando tengo questo blog di sicuro ho imparato più di prima ad osservare ed analizzare ciò che mi succede o mi circonda per poterlo poi magari raccontare - anche se non sempre lo faccio. In parte è il mio lato esibizionista, in parte è bisogno di mettere un po' di ordine al consueto turbinio di emozioni da Pesci, in parte è la necessità di condividere gioie e dolori (che ho sempre avuto). In questi giorni sono diverse le cose su cui ho pensato di scrivere.
Sabato sera per esempio siamo andati a vedere il film "Si può fare", uno dei pochi film italiani che mi sia mai davvero tanto tanto piaciuto. E' la storia di una (immaginaria ma realistica) cooperativa di malati mentali nata nei primi anni '80, poco dopo la promulgazione della legge Basaglia; la storia è divertente, commovente, a tratti tragica, a tratti comica, in generale molto vera. Mi ha fatto venire in mente quando il Claudio portava a casa i "matterelli" che lavoravano con lui; con qualche vergogna ho ricordato la fatica che a vent'anni facevo a relazionarmi con loro, del mio senso un po' di paura e un po' di inadeguatezza. Mi è anche venuta un po' di nostalgia degli anni '80, della Milano dei paninari (sic), di quando se ci si perdeva in macchina si era fritti, di quando la comunicazione non utilizzava aggeggi di ogni genere... Non è logico pensando sia che di aggeggio ne sto usando proprio uno sia che negli anni '80 la mia vita era molto più incasinata e più triste di adesso. Ma ai ricordi filtrati non si comanda...
Non apparentemente forse ma nella mia testa è collegata anche la giornata di domenica. Durante una passeggiata a Brunate ho provato di nuovo una specie di nostalgia per ciò che (probabilmente) non ho nemmeno mai vissuto (a meno di non credere nella reincarnazione), indotta da un certo tipo di architettura, per esempio le case di stile liberty... Fortissimo il desiderio di vivere (di rendita) in una di quelle, magari passando il tempo a leggere in una veranda dai vetri multi-colore. Ma quando? Ai tempi delle guerre mondiali, delle crisi economiche, del fascismo? Be', nemmeno ai ricordi immaginati si comanda, temo...
Un altro salto nel passato (vero) l'ho fatto ieri al funerale del papà di un'amica. E' stata una cerimonia molto serena, con un bravo prete e con la famiglia che soffriva solo il giusto per una persona anziana, malata, che ha davvero compiuto la sua vita. Quindi gli occhi mi si sono inumiditi non tanto per la condivisione di uno strazio che non c'era quanto per il fatto di rivedermi bambina in quella stessa chiesa dove ogni tanto andavo a messa con mia nonna... Ho l'impressione che, più che le persone o le cose, mi manchino le mille strade aperte, le speranze, lo sguardo rivolto sempre verso il futuro, mentre ora (che pure non sto affatto male) ogni tanto mi guardo indietro e vorrei poter cambiare questo e quell'altro.
Enough for today. Di tutto il resto che mi è passato per la mente nello spazio di meno di un'ora della messa leggerete in un altro post, forse.
All sorts
Suppongo che in qualche modo si paghi la propria esposizione in rete. Oggi ho ricevuto il messaggio che incollo qui, di cui, onestamente, non capisco la ragione, nemmeno se fosse uno scherzo di cattivo gusto.
Ahimè, essendo permalosa, me la sono presa anche se né ballo fuori tempo, né ho i denti da topo e né suono da ben prima che esistessero i blog....
Forse la gentilissima autrice non aveva altro modo di mettersi in mostra... Le do un aiuto.
"Ciao Claudia, mi chiamo Beatrice.
Ti ho vista più volte alle danze (per fortuna non molte) e per caso sono finita sul tuo blog, dove ho trovato il tuo indirizzo mail. Ed eccomi qua.
L’altra sera parlando tra amiche del giro delle danze ci sei venuta in mente e, scusaci, ci siamo fatti un sacco di risate. Hai un modo di ballare tutto tuo, spesso fuori tempo e goffo. Fai di quelle facce davvero strane. Quando ci sei tu ci divertiamo davvero molto e credimi se ti dico che ci dobbiamo trattenere per non riderti in faccia.ronia della sorte ha voluto che proprio in questi giorni sul blog di un nostro caro amico, parlando dei tempi andati, ho trovato la seguente pagina (per la cronaca è un insegnante di mandolino):
“…..ieri sera dopo tanto tempo che non uscivamo insieme, siamo andati a sentire un po’ di musica…c’era un gruppo che si chiamava Witch’s Brew o qualcosa del genere…con loro suonava una mandolinista con i denti da topo che ragazzi, faceva davvero paura!..Completamente fuori tempo, faceva espressioni assurde e vi assicuro che neanche il peggiore dei miei allievi suona così…ovviamente siamo andati via, peggio di così quella giornata non poteva finire….”
Mi sa che eri proprio tu..ha ha ha…scusa, ma dopo la danza dovresti smettere anche di suonare (ma mi sembra di capire che è già così)…ho letto che insegni, bhè, speriamo che almeno con i tuoi allievi le cose vadano meglio.
Ciao alla prossima festa!
Se vuoi posso darti l’indirizzo del nostro amico insegnante..la speranza è l’ultima a morire…. "
lun 27 ottobre 08
Una cosa alla volta....
... o giù di lì. Il telefono è "tornato"; è stato qui il tecnico stamane dicendo che il problema era in casa e in effetti pare fosse il modem-router che non funziona più e creava la disconnessione. Temo possa essere stato il metti e leva del cavo telefonico per poter usare il dial-up ma non lo saprò mai. Questo naturalmente ora mi crea il problema di capire se e quando l'adsl me la rimettono. Ho chiamato il 187 per sapere se fosse più veloce ricomprarne uno o prendere quello a noleggio... la prima che ho detto. E vai con altra spesa. Nel frattempo mi hanno anche informato che la conclusione del rientro è slittata a "entro il 4 novembre" e non più al 28 ottobre, come da settimana scorsa... Ho sentito il Silvano che mi ha confermato che fino a venerdì Vodafone non aveva ancora del tutto liberato la linea. Cosa dire ormai?????
sab 25 ottobre 08
Mai dire "per fortuna"
"Per fortuna almeno il telefono non me lo hanno staccato". Quanto mai l'ho detto. Ieri sera è sparito pure quello e V non ha portato la chiavetta umts quindi sarà un week-end disconnesso. Ora sonoa scuola ma non per molto. Mah.
mer 22 ottobre 08
Musicophilia
Sto per finire il libro di Oliver Sacks che ha il titolo di questo post e che, come sempre del resto, consiglio a tutti di leggere.
Per me questa lettura si innesta su alcune riflessioni che da parecchio tempo faccio nelle ormai bisettimanali passeggiate per e da scuola. Io in casa o in macchina sto anche lunghi periodi senza ascoltare nulla; mi piace sentire Radio24 (di musica ne fanno poca), guardare la TV o anche lavorare nel silenzio. Però l'ipod in mi ha davvero cambiato la vita nel camminare. Ascoltare musica in modalità shuffle, senza sapere quindi cosa verrà dopo ciascun brano, non mi fa solo passare il tempo in maniera più piacevole e quindi veloce, ma allarga il mio pensiero, talvolta mi fa vedere in modo diverso o più nitido ciò che ho intorno, mi provoca emozioni oppure amplifica quelle che ho già. Qualche giorno fa ho speso qualche lacrima furtiva per Canzone per un'Amica, che mi ha sempre straziato. Se potessi a volte canterei a squarciagola, mi limito però a muovere la bocca e solo se nessuno mi guarda. Mi colpisce poi come per me il ritmo sia importante; non solo lo sento ma mi è fastidioso fare qualcosa che lo contraddica. Spesso aggiusto il passo per andare a tempo; quantomeno devo poter muovere la testa in modo che non sia in contrasto con l'andatura. Settimana scorsa avevo il problema di tenere il tempo di Hush, un filino troppo veloce per la salita di via Rienza... Del resto ho già detto di come la danza sia uno dei miei sfoghi preferiti, anche quella solitaria e di come, se la pigrizia fosse meno marcata, mi piacerebbe poterne praticare di più.
Il libro non spiega il perché di questi fenomeni che sento così tanto ma li riconosce come esistenti; fortunatamente non mi dice per quale ragione certe melodie e certe armonie hanno un effetto così emozionante e per quale invece per esempio la musica contemporanea o il free jazz mi innervosiscono in maniera insopportabile. Non leva la magia alla musica. Ma come in tutti i suoi libri, Sacks riesce a fare convergere il punto di vista scientifico - attraverso il rigore, la profusione di dettagli ed esempi, le doverose citazioni del lavoro altrui - con il punto di vista umano, quello che riesce a capire, ad entrare in empatia anche senza i dettagli. E poi va ancora oltre, perché non solo illustra quello che accade ma cerca sempre di trovare sia le capacità di compensazione che gli spunti creativi che situazioni anche patologiche scatenano. Un grande uomo, un grande medico, un grande scrittore.
Adesso mi pare di sapere un po' di più su di me e un po' di più su quello che mi rende simile ma anche tanto diversa dagli altri. Mi pare anche di avere un po' più di speranza, perché provare a capire come funzioniamo può voler dire anche provare a capire come migliorare noi stessi ed aiutare chi ci circonda.
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