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    <title>Il weblog di Claudia</title>
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      <title>Il weblog di Claudia</title>
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 <title><![CDATA[Della gentilezza]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=666</link>
<description><![CDATA[Nonostante io sia una persona in balia delle emozioni e quindi anche dei nervosismi temporanei, con scatti o commenti isterici, credo di essere fondamentalmente una persona gentile. A partire dalle piccole cose: per favore, grazie, grazie ancora, arrivederci (e grazie), sorriso alla cassiera del supermercato, mano alzata per ringraziare chi mi fa passare in macchina.... Cose così semplici che non si capisce perché alcune persone non ne vogliono sapere. <br />
Le persone gentili hanno su di me un effetto positivo; mi fanno vedere il mondo sotto una luce migliore. Esempio: la settimana scorsa la commessa di un negozio di perline ci ha fatto lo sconto quando le ho raccontato (senza secondi fini) che mia nipote Julia (che era con me) lavorava in un negozio simile in America. Ne sono uscita di buon umore e non per i pochi euri risparmiati. <br />
D'altra parte le persone cafone mi fanno venire un nervoso! Le commesse che sembra che ti facciano un favore a servirti e non ti salutano né ringraziano, quelli che in macchina si buttano, passano e non ringraziano, quella scema di oggi che mi ha chiuso in faccia la porta a vetri a casa di mia madre e, senza nemmeno grugnire, si è voltata dall'altra parte ed è andata - (fa niente che avessi la chiave, io l'altro giorno mi sono precipitata a tenerla quando ho visto che stava arrivando un tizio, il quale mi ha sorriso, ringraziato, detto che aveva la chiave e salutato, e ha fatto sorridere pure me!).<br />
E' per quello che anche i miei nipoti (in Europa da una decina di giorni e da tre in mini-vacanza in Francia - con gran sollievo...), mi fanno rimanere male quando non salutano le persone che incontriamo, oppure quando non dicono please o thank you e si comportano come se fosse loro tutto dovuto. <br />
E' per quello che invece mi trovo bene coi miei condomini, perché abbiamo tutti un po' lo stesso atteggiamento. <br />
E' per quello che mi piace tanto V. (e anche un pochino più che mi piace, via...). <br />
E' per quello che Alberto, Angelo, Fabio, Nadia di PASW sono così speciali. <br />
E' per quello che l'ex moroso per cui ho inaugurato il blog mi faceva stare a disagio nei negozi o nei ristoranti, apparentemente educato ma falso e pronto a scattare. <br />
Davvero, è così semplice!]]></description>
 <category>riflessioni</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=666</comments>
 <pubDate>Thu, 17 Jul 2008 19:23:03 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Olimpo]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=663</link>
<description><![CDATA[Ho un piccolo Olimpo personale dove si posizionano persone con le quali mi sento in comunione dell'anima. <br />
Alcune sono conosciute: amici, colleghi... come tanti di quelli conosciuti grazie a <a href="http://www.porteapertesulweb.it">PASW</a>.<br />
Altri sono sconosciuti; sono i miei artisti preferiti: scrittori, musicisti, attori...<br />
Nella categoria "scrittori", a pieno titolo è entrato in questi giorni Jonathan Coe, di cui ho già parlato in queste pagine quando lessi Closed Circle. Va a posizionarsi accanto a Lodge e a Sacks, tra quelli cioè di cui vorrei possedere e leggere tutto. Ho infatti letteralmente divorato il suo ultimo romanzo, The Rain Before It Falls (che ha già un paio di anni), ed era cosa che non mi capitava da tantissimo. Non so spiegare cosa mi abbia tenuto così attaccata ad una storia di tragico seppur non amaro realismo, che ha ben poco di divertente. Ma ancora una volta Coe mi ha catapultato dentro il suo romanzo, e una volta dentro dentro non ci si può staccare, se non alla fine, quando l'impressione è quella di congedarsi da degli amici, persone che quasi quasi vorresti ti scrivessero almeno a Natale per sapere come va...]]></description>
 <category>spunti</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=663</comments>
 <pubDate>Mon, 30 Jun 2008 17:56:33 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Criature]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=660</link>
<description><![CDATA[Non avendo figli non so e probabilmente non saprò mai cosa si prova nel momento in cui si capisce che è ora di lasciarli andare e in cui magari bisogna accettare un loro partner che non ci piace.<br />
Le uniche mie creature sono dei siti; il primogenito è il sito del <a href="http://www.istitutopessina.it">Pessina.</a> Non è una creatura perfetta, ma mi è costata parecchia fatica e molto studio, l'idea che qualcuno ci possa mettere mano senza conoscenza o rispetto del perché le cose sono stata fatte in un certo modo mi fa accapponare la pelle.<br />
Ma ormai non ha più senso che vi rimanga attaccata. Certo, non è che i soldini che mi danno mi facciano schifo, servono per una mini-vacanza (circa mille euri all'anno). Certo, il rischio che chi ne prenderà in mano le sorti lo stravolga è concreto... Ma ormai lo scollamento è troppo; mi mandano le notizie e io non so se sono tutte o no, a volte mi pare si contraddicano, a volte provo un senso di fastidio al lavoro che mi si richiede magari quando sto facendo altro; ci sono persone che mi scrivono per chiedere informazioni sulla scuola e io ormai non so più rispondere... Non ho nemmeno tanta voglia di rimettere mano a quelle parti magari obsolete a cui nessuno sembra badare, tipo la sezione sugli esami di stato. Il sito di una scuola  deve essere tenuto da chi ci lavora, e il periodo di interregno ormai è durato troppo perché abbia ancora senso. <br />
Non so cosa succederà ma ormai la decisione è presa. Forse coi figli, in effetti, è più complicato! :-)]]></description>
 <category>riflessioni</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=660</comments>
 <pubDate>Mon, 16 Jun 2008 18:08:52 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Riti e passaggi]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=657</link>
<description><![CDATA[E oggi finalmente ho terminato gli scrutini, il rito che segna davvero la fine dell'anno scolastico; non che questo segni anche la fine del lavoro. Settimana prossima per molti colleghi iniziano gli esami; io, graziata da quinte quest'anno, sarà impegnata nei corsi di recupero. Ma, insomma, gli scrutini sono sempre un momento di decisione importante; è capitato che li attendessi con più trepidazione o che ne uscissi più sdegnata o triste o delusa. Questi sono filati via abbastanza lisci, quasi con nessun disaccordo e nessuna palese ingiustizia. L'unica cosa che mi sorprende è il fatto di essere già a giugno inoltrato. Ho paura di svegliarmi e ritrovarmi nel marasma di verifiche dell'ultimo periodo. Se qualcuno legge questo per favore mi pizzichi così controlliamo che è vero. <br />
E a proposito di riti e di passaggi, ieri, dopo aver scambiato due parole con un mio alunno di quarta, pensavo a quanto cambiano i maschi tra i 17 e i 18 anni. Non me n'ero mai accorta perché ho per 12 anni avuto un numero di alunni maschi che si contava sulle dita delle mani. Può darsi che questo fenomeno sia poi accentuato con la classe dell'interessato, partita da un altissimo livello di pigrizia, demotivazione, maleducazione, arroganza, rifiuto a prescindere quando li ho conosciuti in terza (vedi <a href="http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=405">settembre 2006</a>). Ora, pur non avendo ancora del tutto sconfitto l'indolenza che li caratterizza né  compensato la non completa motivazione nell'indirizzo di studi, si intravedono davvero in loro gli adulti che saranno laddove lo scorso anno sembravano adolescenti impazziti. Quando ti parlano, al di fuori della classe in particolare, sono sorridenti, educati, spiritosi senza arroganza... Anche quando fanno gli impertinenti lo fanno come per imitare i se stessi che erano, per prendersi in giro. <br />
Sono contenta di avere deciso di tenerli; lo scorso anno sembrava che avrei avuto la quinta in cambio (per questioni di part-time di una collega) e non me ne dispiacevo. Per puro calcolo egoistico avevo deciso di chiedere il cambio (la quinta sarebbe stata di 27, molti disgraziati e nessuno mai stato mio alunno) - pensavo "almeno so di che morte devo morire". Meglio così. Chissà, magari l'anno prossimo riesco perfino a convincerli a studiare... :-)<br />
<br />
]]></description>
 <category>riflessioni</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=657</comments>
 <pubDate>Wed, 11 Jun 2008 20:49:53 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[E a me fa ridere...]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=654</link>
<description><![CDATA[... ancora rileggere l<a href="http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=94">'appello del copri-spazzolino</a> scritto quasi tre anni fa. Da allora, o meglio da quando il suo compagno ha ripreso ad essere al suo fianco, molti oggetti in casa hanno preso vita. C'è molta più allegria. E non solo tra gli oggetti, in effetti.]]></description>
 <category>riflessioni</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=654</comments>
 <pubDate>Thu, 5 Jun 2008 19:13:33 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Sospiro di sollievo]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=652</link>
<description><![CDATA[Quello che ho tirato ieri sera quando mi sono collegata a <a href="http://www.setificio.com">www.setificio.com</a> e ... il sito nuovo funzionava!!!<br />
Essenzialmente i miei timori erano legati soprattutto alla mia poca dimestichezza con questo tipo di siti, non sapevo se sarei riuscita a settare il tutto in maniera che le pagine, il database e il server "dialogassero" senza problemi. <br />
Ce l'ho fatta. Il lavoro vero comincia ora, ma almeno so che non è tempo sbattuto via.]]></description>
 <category>diario</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=652</comments>
 <pubDate>Wed, 4 Jun 2008 17:17:32 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Compassio]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=650</link>
<description><![CDATA[Black-out. Chi di noi non ne ha mai avuti? Quei momenti in cui non ricordiamo assolutamente se abbiamo staccato il ferro da stiro uscendo di casa, o in cui ci sorprendiamo per non avere chiuso la porta del garage (o spento la luce, come a me oggi). Ci innervosiamo, ci incavoliamo, giuriamo che faremo più attenzione la prossima volta, ci scriviamo appunti e bigliettini, facciamo mente locale ogni volta che facciamo qualcosa... fino alla volta successiva che succede.<br />
In questi giorni non riesco a non pensare con un grandissima compassione a quella mamma che ha lasciato la sua bambina in macchina e l'ha ritrovata morta. Come ha fatto, come ha fatto? Se sorge spontaneo chiederselo altrettanto è comprensibile capire che può succedere. Solo che le conseguenze qui sono peggio che drammatiche. <br />
Me la immagino durante la mattina nella classe dove ha fatto supplenza. Magari ha spiegato qualche passaggio ostico che la docente della classe non aveva saputo porgere bene, magari ha ascoltato qualche ragazzo preoccupato per la fine dell'anno, magari ha fatto qualche battuta o magari solo guardato per aria e zittito i ragazzi. E poi in sala docenti; magari  ha chiacchierato e preso il caffè con qualche collega, magari ha sistemato le sue cose, magari dentro di sé si preoccupava per le piccole cose di ogni giorno o per il marito o per il tempaccio di questi giorni; magari faceva programmi per la piscina a giugno e per il mare ad agosto... Quanto sembrano belle questi pensieri, dopo.<br />
Una vita appena cominciata è finita ma altre 4 sono distrutte. Non so lei come farà a riprendersi dal rimorso, ma penso anche agli altri due figli, "già grandi" diceva il giornale, sì, grandi..., "già" alle elementari. <br />
Non ne riesco a scrivere bene ma mi sento una gran pena dentro. ]]></description>
 <category>riflessioni</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=650</comments>
 <pubDate>Tue, 3 Jun 2008 21:23:58 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Liberazione...]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=648</link>
<description><![CDATA[Certe volte la soluzione è lì a portata di mano e semplicemente non ci si pensa...<br />
Oggi soffrivo come sempre di imprigionamento da reggiseno, accessorio col quale, per quanto mi sia essenziale, ho da tempo un cattivissimo rapporto, specie da quando non riesco più assolutamente a trovarne della mia taglia senza ferretto.  Fastidio, costrizione, mal di stomaco. Mi sono sdraiata qualche minutO, cercavo di rilassarmi e ping! L'illuminazione....<br />
Ma togliamoli 'sti ferretti, no? E così ho fatto. <br />
Il ferretto è inutile e fastidioso, ma basta un piccolo taglietto e si sfila facilmente. Via una bella ventina di aggeggi infernali nel sacco del riciclo.<br />
Ora attendo illuminazioni di portata superiore.]]></description>
 <category>riflessioni</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=648</comments>
 <pubDate>Wed, 28 May 2008 17:14:16 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[La solita anteprima]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=646</link>
<description><![CDATA[Mi sa che prima o poi dovrò creare la categoria "lettere" visto che ogni tanto mi parte lo sghiribizzo di scriverne una al giornale locale, con dovuta anteprima in questo spazio...<br />
<br />
Cara Provincia,<br />
ti scrissi più o meno  la stessa lettera una dozzina di anni fa, allora addirittura "promossa" in cronaca di Como!<br />
La situazione non è cambiata. Parlo del passaggio a livello di Como Borghi.<br />
Ora come allora, nonostante i cambi di orario avvenuti, che raramente fanno incrociare i treni in arrivo da Milano e Como Lago, il passaggio a livello si chiude con inspiegabile anticipo (ben prima che da una parte o dall'altra ci sia un treno in vista) e si apre con snervante lentezza, creando, se va bene, innervosimento negli automobilisti e ginniche prodezze da parte dei pedoni; se va male, cioè se è un'ora di punta, creando una fila in via Petrarca che spesso si riflette anche sulla viabilità di via Dante. Sembra che gli addetti di servizio alla stazione se ne freghino, e quasi traggano godimento da ciò. Dove infatti il passaggio a livello è automatico (viale Battisti e viale Lecco) questo rimane chiuso per lo strettissimo tempo necessario.<br />
Due esempi. Sabato dovevo prendere il treno per Milano in partenza alle 13.50. Sono arrivata in stazione alle 13.41 che il passaggio a livello si stava chiudendo; il display annunciava un ritardo di 7 minuti del treno delle 13.40 proveniente da Milano. Questo è infatti arrivato dopo qualche minuto e ripartito alle 13.47. Ma ecco l'attesa del treno per Milano, arrivato alle 13.51. Sono salita che le sbarre eranno ancora abbassate; immagino si siano alzate quando il treno era già partito. In viale Battisti si erano abbassate, rialzate, riabbassate e rialzate; a Como Borghi sono state chiuse per 10 minuti, in una giornata di mercato e quindi "calda" anche ad un'ora post-prandiale. E in effetti la mia permanenza in stazione è stata accompagnata da festosi clacson...<br />
Ieri sera ero invece motorizzata ed in colpevole ritardo; arrivavo da via Dante e dovevo lasciare la macchina in via Carloni per recarmi alle 19 in via Grossi; erano le 18.51 e mi è stato impossibile girare a sinistra in via Petrarca.  Per evitare di peggiorare l'ingorgo che già c'era mi sono fatta un giretto in via Dottesio e, fortunatamente, un paio di minuti dopo la coda era svanita.<br />
Per completezza, aggiungo che la corsia di scorrimento creata in fondo a via Petrarca per consentire la svolta a sinistra è spesso indebitamente occupata da macchine con o senza doppia freccia, specialmente nei giorni di mercato.<br />
Probabilmente il mio è il segno della mancanza di pazienza tipica di tutti quelli che si trovano a transitare di lì. Forse si potrebbero organizzare dei mini corsi di yoga in prossimità della stazione; peccato che l'inquinamento creato dalle troppe macchine che nemmeno si sognano di spegnere il motore probabilmente ne vanificherebbe l'effetto salutare. ]]></description>
 <category>spunti</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=646</comments>
 <pubDate>Thu, 22 May 2008 20:20:32 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[Meteoropatia]]></title>
 <link>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=644</link>
<description><![CDATA[Stamane una mia collega di Italiano - persona normalmente pacata, gentile, simpatica - con voce lievemente stridula diceva "Se continua così uccido qualcuno!!!" . Pensavo che ce l'avesse con qualche alunno, colpevole di chissà quale efferatezza. Invece no, ce l'aveva col tempo. <br />
Come non darle ragione? Un po' di pioggia a primavera ci sta pure, nessuno vuole il caldo d'agosto mentre si correggono i pacchi di verifiche di fine anno, né classi con le finestre spalancate sul traffico di via Castelnuovo e alunni in atteggiamento (e abiti) da spiaggia... Ma così! Quanto è, un mese, un mese e mezzo che ogni settimana sono più i giorni di acqua che quelli in cui si vede un timido sole? <br />
La notte il rumore incessante del diluvio sul tetto mi innervosisce più di quanto già non facciano i soliti pensieri. Di giorno   manca la luce, manca l'energia. Quando finirà? Finirà? ]]></description>
 <category>riflessioni</category>
<comments>http://www.claudiacantaluppi.net/public/index.php?itemid=644</comments>
 <pubDate>Thu, 22 May 2008 16:25:11 +0200</pubDate>
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