Claudia che raccoglie la sabbia

Il weblog di Claudia

Sat 27 May 06

Laclaudia

Prometto che smetterò di rileggere il mitico e la farò finita con questi post quasi monotematici su com'ero e come sono diventata. Però ... tra qualche giorno.
Dunque premetto che il 1983 era un anno di grandissimi cambiamenti per me.
In febbraio mi ero messa insieme a B, di 7 anni più grande di me e con velleità da maestro di vita (oltre che di Karate)... Mi faceva moltissime "corna" , che raccontava con dovizia di particolari e giustificava variamente con "tu non c'eri, non ti ho tolto niente" "tu non esci la sera" "tu non lo fai" "ok ora lo fai ma non c'eri" "quando verrà fuori la Claudia vera starò solo con te" "mi è saltata addosso" ecc.
Io provavo un fortissimo senso di inferiorità nei suoi confronti, lui sapeva fare un sacco di cose bene: suonare, lottare, disegnare, parlare... Masticava pane, musica, filosofia e politica e mi rivoltava come un guanto.
Io vivevo una situazione familiare molto difficile. Mio padre era malato di demenza precoce, stava per smettere di lavorare, mia madre teneva insieme le cose con forza, ma non le si poteva certo parlare dei miei problemi col mondo esterno o con l'altro sesso o col mio mondo interno, tanto meno ribellarsi alle sue idee di ciò che è giusto (tipo non uscire la sera se non in casi eccezionali) - non che mai si fosse potuto fare ma... Però ero anche privilegiata perché potevo studiare al linguistico e chitarra, andare in Inghilterra d'estate.
Nel frattempo ero una diciassettenne che, pur non studiando come una forsennata, era affascinata da quello che si faceva a scuola, dalla comparazione delle letterature nelle varie epoche alle lingue, dalla storia dell'arte alla filosofia che, grazie al nostro prof, non era un compendio di storia di... ma qualcosa di abbastanza calato nella realtà, da poter accogliere o confutare. E in più prendevo lezioni di musica. E amavo ca**eggiare. E cominciavo a mettere in discussione tutto quello che fino ad allora avevo preso come verità suprema, sptt in tema di religione e di morale.
La Chri in un "commento" della fine di ottobre (1983) mi accusa di prendere per buono solo quello che dice B, mentre solo qualche mese prima non accettavo le stesse idee dette da lei e la Paola, e io mi difendo dicendo che sono in ascolto un po' di tutti, sto cambiando e sto rielaborando, ed è grazie a questo mio ragionamento che quello che mi dice lui in fondo mi sembra "valido" (che razza di aggettivo da usare...).
E in fondo è vero. Lui non mi ha plagiato - oddio, magari certe cose che dicevo sulla sua "altra" fidanzata, quella delle vacanze in Friuli, magari proprio tutta farina del mio sacco non erano, in generale non lo ha fatto - ma ha scatenato una serie di reazioni in me che, insieme a quello che ho condiviso con le mie compagne in maniera che a volte suona ingenua ma era molto profonda, insieme a quello che mi hanno dato i miei prof (soprattutto alcuni), insieme a quello che mi hanno dato le persone che ho incontrato dopo, mi hanno fatto diventare quella che sono. Sempre che io "sia" qualcosa e non stia semplicemente ancora "diventando".
Queste cose le so e le ricordo.
Quello che mi colpisce e trovare laclaudia che c'è ancora in quella specie di blob.
Sempre alla fine di ottobre scrivo "... un qualsiasi spunto mi fa partire, mi fa andare a miglia e miglia di distanza, ad anni ed anni fa. Oggi per esempio ho visto una casa sullo stile peudo-'600. Ecco così x niente mi è sembrato di tornare indietro, indietro dove? Probabilmente ad un tempo che non è mai veramente esistito (nota 1. "alla Dante...") ad un tempo che è un miscuglio di descrizioni tratte da opere di teatro (v. Shakespeare) dalla storia (in parte) dall'arte, dalla letteratura, dall'atmosfera creata dalla musica che suono e da una buona dose di immaginazione. Credo che quello che viene fuori sia un'atmosfera idilliaca che però è davvero affascinante"
Non ho mai smesso di provare le stesse sensazioni né di pormi le stesse domande. V mi è testimone! Oh e concludo dicendo Forse in me qualcosa resterà bambina, spero di non perdere la mia fantasia, ccredo che sia un dono prezioso; molta gente la disprezza ma, senza esagerare, aiuta, aiuta molto. E' restato.
15:00:54 - Claudia - categoria: ricordi  

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